Il tennis è uno sport che si presta alle frasi fatte, ma anche a riflessioni vere. In campo sei solo, ogni punto è una decisione, e tra un game e l’altro hai il tempo di pensare troppo. Forse per questo i tennisti, da quelli che hanno vinto tutto a quelli che hanno perso tutto, hanno detto alcune cose che valgono la pena di essere lette. Qui ho raccolto le frasi migliori, divise per tema: quelle che motivano, quelle che fanno ridere, quelle sulla sconfitta e quelle che parlano della vita attraverso il tennis.
Indice
Frasi motivazionali sul tennis
Il tennis insegna una cosa prima di tutte le altre: che ogni punto ricomincia da zero, a prescindere da quello che è successo prima. Alcune delle frasi più note dei campioni girano intorno a questa idea.
Bjorn Borg, uno che di pressione se ne intendeva, diceva che la differenza tra i campioni e gli altri non sta nel talento, ma nella capacità di gestire i momenti di tensione. Il suo tennis glaciale era l’applicazione pratica di quel concetto: niente reazioni, niente urla, solo il punto successivo.
Arthur Ashe, che oltre ad essere un grande giocatore è stato un uomo impegnato nella società, ha lasciato una frase che si applica a molto più del tennis: parti da dove sei, usa quello che hai, fai quello che puoi. Nel tennis amatoriale è un consiglio perfetto: non serve la racchetta giusta o il campo migliore, serve scendere in campo e giocare.
Rafael Nadal ha costruito una carriera intera sull’idea che ogni punto va combattuto come se fosse l’ultimo. Nei suoi match più duri, soprattutto sulla terra rossa, vedevi esattamente quello: un giocatore che non mollava mai, nemmeno quando il punteggio diceva che avrebbe dovuto. Quella mentalità, al di là del talento fisico, è probabilmente il motivo per cui ha vinto 22 Grandi Slam.
Jannik Sinner, in una delle sue prime interviste dopo aver raggiunto il numero uno del mondo, ha detto una cosa che lo racconta bene: che la cosa più importante è lavorare ogni giorno per migliorare, senza guardare troppo alla classifica. Per un numero uno suona quasi controintuitivo, e forse per questo funziona.
Frasi divertenti e ironiche sul tennis
Il tennis si prende molto sul serio, e forse per questo le battute migliori vengono da chi riesce a non prendersi troppo sul serio nemmeno dopo una sconfitta.
Andre Agassi, che ha scritto uno dei libri più belli e onesti sulla vita di un tennista (“Open”), ha ammesso di aver odiato il tennis per buona parte della sua carriera. Sembra un paradosso per uno che ha vinto otto Slam, ma leggendo la sua storia capisci che il rapporto con lo sport non è mai semplice, nemmeno per chi ci è nato dentro.
John McEnroe ha costruito un personaggio sopra le sue sfuriate con gli arbitri. La sua frase più celebre, rivolta a un giudice di sedia, è diventata talmente iconica da essere entrata nella cultura popolare ben oltre il tennis. Il bello è che McEnroe, a distanza di decenni, continua a sostenere di avere avuto ragione su quella chiamata.
Boris Becker, dopo aver perso una partita che tutti si aspettavano vincesse, ha detto qualcosa del tipo: non è morto nessuno, ho solo perso una partita di tennis. In un mondo dove ogni sconfitta viene trattata come un dramma, è una frase che andrebbe stampata e appesa in ogni spogliatoio di circolo.
Mats Wilander, ex numero uno svedese, ha detto che il tennis è il modo più divertente per sentirsi soli. Chiunque abbia giocato un terzo set di sera, con le luci artificiali e nessuno sugli spalti, sa esattamente cosa intendeva.
Frasi sulla sconfitta nel tennis
Perdere a tennis è diverso dal perdere in uno sport di squadra. Non c’è nessun compagno con cui condividere la colpa, nessun allenatore che ha sbagliato la formazione. Sei tu, dall’altra parte della rete, e il tabellone dice che hai perso. Forse per questo le frasi dei tennisti sulla sconfitta sono tra le più oneste dello sport.
Roger Federer, nel suo discorso di addio alla Laver Cup, ha detto ai giovani di non aver paura di perdere, perché è impossibile vincere sempre e la sconfitta fa parte del gioco. Venendo da uno che ha vinto 20 Slam e che per anni è sembrato invincibile, il messaggio pesa il doppio.
Novak Djokovic ha ripetuto più volte che le sue sconfitte più dolorose sono state anche quelle che gli hanno insegnato di più. Per chi gioca a tennis a qualsiasi livello, il concetto vale uguale: si impara più da una partita persa 7-6 al terzo che da un 6-1 6-0 vinto senza sudare.
Venus Williams ha detto che nel tennis non si perde mai veramente: o si vince o si impara. È una frase che suona da poster motivazionale, ma chi gioca sa che ha un fondo di verità: le partite perse sono quelle che ti mostrano dove devi lavorare.
Frasi sul tennis e la vita
Il tennis è pieno di metafore sulla vita, e alcune non sono nemmeno forzate. Uno sport dove devi gestire da solo la pressione, dove nessuno ti può aiutare durante la partita e dove ogni errore è solo tuo somiglia parecchio a molte situazioni fuori dal campo.
Billie Jean King, che ha cambiato il tennis femminile e lo sport in generale, ha detto che lo sport insegna a gestire la pressione, a risolvere i problemi e a prendere decisioni rapide: competenze che servono ovunque. Nel tennis amatoriale il principio è lo stesso, in scala ridotta: gestire un tie-break sul 5 pari non è poi così diverso dal gestire una riunione tesa al lavoro.
Jimmy Connors ha detto che nel tennis la cosa peggiore non è perdere, ma non avere il coraggio di rischiare il colpo. Per chi gioca a livello amatoriale è un invito a tirare quel dritto lungo linea nel momento che conta, invece di mettere la palla sicura al centro del campo. A volte va fuori, a volte vinci il punto più bello della partita.
Martina Navratilova ha osservato che la differenza tra coinvolgimento e impegno totale è la stessa che c’è tra uova e prosciutto a colazione: la gallina è coinvolta, il maiale è impegnato. Non è elegantissima come metafora, ma nel tennis amatoriale funziona: la differenza tra chi gioca ogni tanto e chi si allena davvero si vede eccome.
Frasi per chi gioca a tennis amatoriale
Non tutte le frasi buone vengono dai campioni. Alcune vengono da chi il tennis lo vive come passione, non come professione, e spesso sono le più vere.
C’è una frase che gira nei circoli e che dice più o meno così: il tennis è l’unico sport dove paghi per soffrire. Chi ha passato un’ora e mezza sotto il sole a rincorrere palle sa che è vero, e sa anche che tornerebbe a farlo domani. È lo stesso spirito che porta migliaia di giocatori amatoriali a iscriversi ai tornei di circolo ogni settimana, non per vincere un trofeo ma per quella sensazione di aver giocato bene, o almeno di averci provato.
Un’altra che i tennisti della domenica conoscono bene: in allenamento sei Federer, in partita sei un altro. La pressione del punteggio cambia tutto, e non c’è modo di prepararsi se non giocando partite vere, possibilmente in un contesto competitivo come un torneo.
E poi c’è la più onesta di tutte, che vale per qualsiasi livello: nel tennis non si smette di giocare perché si invecchia, si invecchia perché si smette di giocare. Il tennis è uno degli sport che si può praticare tutta la vita, e chi gioca a 70 anni con la stessa voglia di quando ne aveva 20 lo dimostra ogni giorno nei circoli di tutta Italia.
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