Punteggio del tennis: come si calcolano i punti 15, 30, 40

Nel tennis i punti di un game si contano 15, 30, 40 e game. Il quarto punto vince il game, ma solo se c’è un margine di almeno due: sul 40 pari (parità) bisogna segnare due punti di fila per chiudere. Zero si dice “zero” (in inglese “love”). È un sistema che sembra strano la prima volta, ma dopo cinque minuti di partita diventa naturale.

La scala dei punti in un game

Ogni game inizia da zero e chi serve annuncia il punteggio dicendo prima il proprio. Un game in cui chi serve vince tutti i punti suona così: 15-0, 30-0, 40-0, game. Se entrambi i giocatori vincono punti alternandosi, il punteggio sale su entrambi i lati: 15-15, 30-15, 30-30 e così via.

Punto n.PunteggioCosa succede
15Primo punto vinto
30Secondo punto vinto
40Un punto dalla vittoria del game (se l’avversario è sotto il 40)
GameGame chiuso, se c’è margine di 2

La domanda che tutti fanno: perché 15, 30, 40 e non 1, 2, 3? È un’eredità storica, probabilmente legata ai quarti di un quadrante d’orologio usati secoli fa per segnare i punti. Il 45 originario si è accorciato in 40 nel tempo. Non c’è un motivo pratico, è una convenzione e basta.

Parità e vantaggio: cosa succede sul 40 pari

Quando entrambi i giocatori arrivano a 40 si dice “parità” (deuce in inglese). Da qui in poi non basta un punto per vincere: ne servono due di fila. Il primo punto dopo la parità dà il “vantaggio” a chi lo segna. Se chi ha il vantaggio vince anche il punto successivo, prende il game. Se lo perde, si torna in parità, e si ricomincia.

Un esempio concreto: il punteggio è 40-40 (parità). Chi serve vince il punto: “vantaggio servizio”. Se vince anche il successivo: game. Ma se chi riceve vince il punto: si torna a parità. Poi chi riceve vince un punto: “vantaggio risposta”. E se vince anche il successivo: game al ricevitore, che fa il “break” (cioè ruba il servizio). Questo andare avanti e indietro tra vantaggio e parità è una delle cose più tese del tennis.

In teoria un game in parità può durare all’infinito, perché si continua a rimbalzare tra vantaggio e parità finché qualcuno non stacca di due. Nella pratica raramente va oltre i quattro o cinque deuce, ma ci sono stati game durati più di venti minuti. Se giochi un game così, lo ricordi.

Nei tornei amatoriali esiste una variante più rapida, il killer point (no-advantage): sul 40 pari si gioca un punto secco e chi lo vince prende il game, senza vantaggi. Accorcia i tempi, soprattutto quando ci sono tante partite da far giocare.

Dai game ai set: quando si vince un set

Per vincere un set bisogna arrivare a 6 game con almeno 2 di margine sull’avversario. Un 6-4, un 6-3, un 6-0 sono tutti punteggi validi. Un 6-5 no: il margine è di uno solo, quindi si gioca un altro game. Se chi era avanti vince, chiude 7-5. Se perde, si va al 6-6 e si gioca il tie-break, un gioco speciale dove si conta 1, 2, 3 fino a 7, sempre con margine di 2.

In alcuni tornei amatoriali, al posto del terzo set si gioca un super tie-break ai 10 punti. La struttura completa di come i game formano i set e i set formano la partita è nell’articolo su set, game e vantaggi.

Chi annuncia il punteggio e come

Il punteggio si annuncia sempre dicendo prima i punti di chi serve. Se chi serve ha 30 e chi riceve ha 15, si dice “30-15”, non “15-30”. Quando il punteggio è pari si dice il numero una volta sola seguìto da “pari”: “15 pari”, “30 pari”. Sul 40 pari si dice “parità” (o “deuce”). Sul vantaggio si specifica di chi è: “vantaggio servizio” o “vantaggio risposta” (in inglese “ad in” e “ad out”).

Nei tornei con arbitro è il giudice di sedia ad annunciare. Nei tornei amatoriali senza arbitro il punteggio lo chiama chi serve, ad alta voce, prima di ogni punto. Sembra un dettaglio, ma dimenticarsi di chiamare il punteggio è una delle cause più comuni di discussioni in campo. Quando si arriva ai momenti caldi, tipo un 30 pari o un vantaggio, ognuno “ricorda” un punteggio diverso. La regola non scritta: chiama sempre il punteggio prima di servire, ogni volta, anche se ti sembra ovvio. Se l’avversario non è d’accordo, ripartite dall’ultimo punteggio su cui eravate entrambi certi.

Il punteggio nel contesto della partita

Per avere il quadro completo: i punti costruiscono i game, i game costruiscono i set, i set decidono la partita. Si gioca al meglio dei set (di solito 2 su 3). L’intero sistema di regole, dal servizio alla fine della partita, è nel pillar sulle regole del tennis.

Domande frequenti

Perché nel tennis si conta 15, 30, 40 e non 1, 2, 3?

È un’eredità storica che risale a secoli fa, probabilmente legata ai quarti di un quadrante d’orologio. Il 45 originario si è accorciato in 40. Non ha un motivo pratico, è una convenzione.

Cosa vuol dire “deuce”?

È il termine inglese per “parità”, cioè 40 pari. Da lì servono due punti consecutivi per vincere il game: il primo dà il vantaggio, il secondo chiude.

Quanti punti servono per vincere un game?

Minimo 4, se l’avversario non ne segna più di 2. Ma se si arriva sul 40 pari servono almeno 6 (4 per arrivare a parità + 2 di fila per il vantaggio e la chiusura), e possono essere molti di più.

Si può vincere un game con un solo punto dopo la parità?

Solo con la regola no-advantage (killer point), usata in molti tornei amatoriali. Con le regole standard servono sempre due punti di fila dopo la parità.

Il punteggio è la prima cosa da sapere per scendere in campo. Su MyTennisCup i punti si segnano direttamente nell’app e la classifica si aggiorna a ogni partita: tu giochi, ai conti pensa il sistema. Crea il tuo profilo e gioca la tua prima partita.

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